04 novembre 2011

Speciale I GUERRIERI D'ARGENTO di Elvio Ravasio


Autore: Elvio Ravasio
Casa editrice: Edizioni Sensioinverso
Pagine: 159
Prezzo: 15.00
ISBN: 978 - 88 - 96838 - 25 - 9

Trama:
 Un nemico da anni celato riemerse dalle tenebre, si impossessò di un segreto libro di incantesimi, stravolse le regole, indusse il lato oscuro di ogni individuo a riemergere. Un potere enorme che creò caos e assoggettamento; Nayla, Elamar e Gotland furono scelti per contrastare tale forza, inconsapevoli dei loro poteri dovettero imparare a dominarli, sconosciuti tra loro divennero amici, uniti da un insolito destino.
Una stirpe di immortali guidata da sette re, un popolo autoesiliato in un bosco arcano e un'etnia rinchiusa da ere nelle viscere della terra, formeranno un esercito unito contro l'oscura minaccia. Ma sarà qualcos'altro a indurre il male all'eterno oblio.
INCIPIT (extended)
Nella I Era del tempo di Cron, subito dopo la sconfitta delle orde oscure di Merja Norim, una profezia fu pronunciata da Arkàdon stesso. Recitava esattamente queste funeste parole:

Nell’era VIII, il male si diffonderà,
chi nell’ombra fu scacciato riapparirà,
il buio correrà lungo le lande,
l’angoscia dominerà l’impudente. 

Dalla terra risorgeranno gli spiriti sconfitti,
dalle ceneri si leveranno i corpi trafitti,
a coloro che tenteranno di arrestar l’anima errante,
nel buio, sprofonderà la loro mente.

Un trio potente sfiderà il male oscuro,
seppur senza certezza sarà il loro futuro,
i cuori impavidi battaglia daranno,
finché loro, le forze mancheranno.

La scelta estrema che a loro spetterà,
porrà, forse, rimedio all’oscurità,
ma coloro che il senno perderanno,
nell’oblio per sempre vagheranno. 

Nel tempo di Ulum: prima della battaglia di Lemor, della grande piena e ancor prima dell’Adunanza, sulle lande di Arìshtar il tempo trascorreva sereno. Arkàdon regnava sulle lande dal sacro monte Umar, una montagna impervia e austera. La cima era invisibile a occhio nudo e le pareti inaccessibili, una nebbia densa ne avvolgeva la parte centrale formando un fitto anello impenetrabile. 
Lampi e tuoni si sprigionavano da quel fumo consistente, rendendo impensabile il solo avvicinarvisi. Non esisteva appiglio, grotta o sentiero al di fuori della via principale. Pietre bianche e levigate delle miniere di Simpur lastricavano la salita formando un serpentone bianco che si snodava e s’inerpicava sul pendio ovest della montagna. Essa conduceva al sacro portone di Kardon che prendeva il nome dalla città sacra. 
Un portone antico come il tempo, costruito con legno d’ondrio ormai sconosciuto ma più robusto di qualsiasi metallo . Intagliati a colpi d’ascia Kardoniana, figure e volti di antichi dèi sembravano trafiggere i viandanti arrivati fino a lì. Un alone mistico e inquietante avvolgeva quel luogo. Oltre il portone, un’interminabile fila di gradini conduceva alla città degli Immortali (lettura dal libro di Iljia, I capitolo della I Era) lo spettacolo che si ammirava, una volta arrivati alla fine della salita, lasciava senza fiato. 

All’ingresso della città si ergevano due pilastri, costruiti con enormi blocchi quadrati di pietra marmorea uniti da un arco centrale. Simboli incomprensibili ne ricoprivano la superficie, solo il libro di Iljia avrebbe potuto dar loro un significato. 
Sette torri bianche, disposte a semicerchio, contornavano la grande piazza principale. Non esistevano porte alla base delle torri, solo una scala piuttosto stretta, senza protezioni e con gradini sospesi, uniti alla torre sul solo lato corto. La scala girava tutt’attorno e portava alla sommità, dove s’intravedeva una piccola apertura. I tetti delle torri erano incredibilmente appuntiti e svettavano verso il cielo come aculei. 
La piazza era circolare, con un pozzo al centro che emetteva dall’interno una luce straordinaria, di color bianco ghiaccio, ma allo stesso tempo calda e rassicurante. 
Sulla sinistra, si ergeva il palazzo del Consiglio. Una costruzione esagonale, austera e imponente. Nessuna finestra alle pareti, solo una grossa cupola di cristallo alla sommità permetteva alla luce di illuminarne l’interno. Quando il sole era allo zenit, un gioco di disegni e colori si componeva sul pavimento del palazzo.

La Mia Recensione
Tre ragazzi vengono scelti dal bracciale di Ephir per compiere un'importante missione: trovare l'oscuro e potente nemico e sconfiggerlo. Elamar, Nayla e Gotland sono ragazzi diversi che si trovano a dover genstire situazioni a loro sconosciute; il destino delle lande di Arìshtar dipende da loro.
é una storia fantasy molto classica e piacevole. L'autore non da molta importanza alla psicologia dei personaggi infatti si limita a riportare i fatti che accadono che però sono descritti bene, anche se in alcuni punti molto frettolosamente. Il libro non è molto lungo, per me l'autore avrebbe potuto ampliarlo così da dare più rilevanza a momenti importanti per l'evolversi dell'avventura narrata. I guerrieri d'argento si legge velocemente e apprezzo il fatto che anche se è il primo libro di una saga fantasy è autoconclusivo.
Lo consiglio a tutti coloro che non hanno molto tempo per leggere ma vogliono godersi una favola fantasy. Inoltre lo consiglio a tutti coloro che vogliono leggere una storia al proprio figlio prima di andare a letto, in fondo il libro è nato proprio per questo motivo come mi ha raccontato l'autore nell'intervista che trovate qui riportata.

L'autore

 Elvio Ravasio nasce a Lecco nel 1964. Libero professionista, appassionato fin da ragazzo di fantasy e fantascienza, coltiva questa sua passione leggendo i classici del genere. Assiduo lettore anche di fumetti, in particolare dei supereroi della Marvel, colleziona diverse testate. Nel 2003 decide di iniziare a scrivere. Nasce così "I guerrieri d'argento", opera prima dell'autore: un libro scritto per la figlia, uno stile scorrevole, descrittivo quanto basta per lasciare libero spazio alla fantasia, con sanguinose battaglie e situazioni divertenti che si alternano mantenendo l'attenzione del lettore.


L'INTERVISTA ALL'AUTORE
A CURA DI SOPHIE


I Guerrieri d’argento è il tuo primo romanzo. Cos’hai provato quando hai stretto tra le mani la prima copia del libro?
È una bella sensazione, anche perché è un libro che ho scritto per mia figlia di conseguenza vedere realizzata una cosa così da una certa emozione.

Quando hai capito che dalla lettura volevi passare alla scrittura?
Non c’è stato un balzo così netto. Quando mia figlia aveva 10 anni volevo raccontarle una storia per avvicinarla al mondo del fantasy ed è nata un’idea, così di getto ho cominciato a scrivere. Non è che avessi idea di farlo… è andata così.

Quindi non scrivevi da ragazzo…
Si, scrivevo dei raccontini, cose di questo genere, non ho mai scritto nulla di impegnativo.

Dove e quando ti piace scrivere?
Generalmente scrivo di sera o di notte quando sono da solo. Deve esserci silenzio e mi piace essere circondato da immagini fantasy: draghi, poster, qualsiasi cosa che mi faccia entrare nell’atmosfera.

Quindi hai una casa piena di oggetti fantasy?
[ride] Ho uno studio privato dove mi ritiro per scrivere.

Descrivi il tuo libro
Dunque io mi sono appassionato di fumetti prima di avvicinarmi alla letteratura, principalmente fumetti Marvel, supereroi che hanno lasciato un’impronta molto forte dentro di me, poi sono passato alla letteratura e con questo libro volevo un po’ unire le due cose, quindi volevo portare un po’ del fumetto nella letteratura fantasy.
Ho scritto una storia dove i protagonisti sono caratterizzati da elementi presi dal fantasy classico. I poteri non sono dati da incantesimi ma sono permanenti e in evoluzione; è un po’ come il supereroe che si ritrova con dei superpoteri, vuoi per una puntura di un ragno o per altro ma a un certo punto si ritrova a doverli gestire. Nel mio libro il discorso è lo stesso. Ho cercato di trovare un punto di congiunzione tra questi due mondi.

Il testo è accompagnato da 11 illustrazioni.
Si perché venendo dal fumetto volevo che il lettore vedesse con i miei occhi i personaggi, i paesaggi o la città.

Le hai disegnate tu?
No le ho fatte fare su mie indicazioni da un’illustratrice (Alessandra Alù)

Se potessi scegliere che supereroe vorresti essere?
Spiderman

Che libro\i stai leggendo?
Adesso sto leggendo la prima storia della saga di Stephen King, l’ultimo cavaliere, finita questa leggerò le cronache del ghiaccio e del fuoco di Martin poi devo finire il ciclo di shannara e un paio di libri della  Canavan.

Il tuo libro preferito o i tuoi libri preferiti di sempre?
Indubbiamente il signore degli anelli  ma ce ne sono molti altri..

Quindi fantasy classico.
Io sono nato con la fantascienza, quindi Bradbury, Asimov, poi sono passato a Tolkien, Brooks, Canavan e altri autori. Il fantasy mi ha preso molto di più rispetto alla fantascienza e sono andato avanti a leggere questo genere.

C’è qualcos’altro che vuoi aggiungere?
Vorrei dire ai lettori di leggere anche gli autori emergenti perché c’è gente che scrive bene, non voglio mettermi in mezzo anche io, ma alcuni valgono davvero la pena di essere letti.

Ok Grazie per la tua disponibilità!
Grazie a te.



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