04 giugno 2014

Blogtour UNDERWORLD di Samantha M. Swatt


Buonasera a tutti cari lettori. Questa sera sono lieta di pubblicare la seconda tappa del blogtour dedicato al romanzo tutto italiano Underlword, primo lavoro di Samantha M. Swatt. In questa tappa troverete un'intervista della fantastica autrice e l'inizio del primo capitolo del romanzo. Non vi resta che continuare a leggere e tuffarvi nel mondo di UNDERWORLD!


Titolo: Underworld (Different Worlds #1)
Autore: Samantha M. Swatt
Editore: Self-Publishing, Amazon
Genere: Urban Fantasy. Sottogenere: Thriller, Mistery, Romance
Data d'uscita: 11 Giugno 2014
Prezzo: 2,99 Euro 

Trama
«Chiunque, sotto la superficie, custodisce un segreto.»
Il Caledon College Institute è il college privato più ambito e facoltoso di tutta la Pennsylvania. Entrarci, infatti, non è così semplice. Holly Williams, vent’anni, ha avuto il privilegio di farne parte. È un anno, difatti, che la ragazza, dopo aver superato un difficile test di ammissione, studia per diventare giornalista all’istituto. Regole ferree, disciplina esemplare, modi impeccabili e grande voglia di apprendere, questo è il clima che si respira al campus. Nulla di meglio per Holly, la quale, a causa del suo travagliato passato, non desidera altro che una vita tranquilla, al contrario della sua compagna di stanza, Elisabeth Townsend, ragazza dal carattere estroverso e con il sorriso perennemente stampato in faccia. Quando, però, il nuovo anno apre i suoi cancelli ai nuovi studenti, l’esistenza di Holly è destinata a sprofondare nell’abisso. La sua vita non sarà mai più la stessa. Cosa sono le voci che sente tutte le notti? A chi appartengo le ombre che scorge nei corridoi del dormitorio? E, soprattutto, perché quando perde il controllo accadono cose inspiegabili? Queste e molte altre sono le domande a cui Holly non riuscirà a dare una risposta. Di certo, non da sola.
Tensione, paura, segreti da svelare, coincidenze inspiegabili. Legami del tutto inaspettati si formeranno, altri si rafforzeranno. Un gioco pericoloso che, lentamente, porterà Holly a scoprire che c’è qualcosa di sinistro nascosto tra le mura di quel college.

L’autore
Samantha M. Swatt è nata nel lontano Maggio 1989 e vive in un piccolo paesino della provincia di Milano. Scrive da quando è piccola; ha cominciato per gioco, per evadere un po’ dalla realtà, e poi non si è più fermata. Il suo più grande sogno è quello di pubblicare un proprio romanzo. Scrivere le consente di viaggiare con la fantasia, di creare un mondo nuovo, migliore anche, in cui perdersi e far perdere i suoi lettori. Lettrice vorace e blogger per diletto, oltre che grafica a tempo perso e per passione. Ha una vita tranquilla, scandida da un lavoro semplice e da simpatiche chiacchierate e divertenti uscite con la sua migliore amica. Adora il colore viola e quello blu, appassionarsi ad una serie televisiva o ad un film strappalacrime; le rose blu e le peonie bianche. Colleziona minerali, candele e va matta per i peluches. Non venderebbe uno dei suoi libri neanche per tutto l'oro del mondo. È una ragazza a cui piace sognare, ma ha i piedi ben piantati a terra.
Contatti
https://www.facebook.com/SamanthaM.Swatt | https://twitter.com/honey_mi_ | http://differentworldstrilogy.blogspot.it/



L'intervista

Ciao Samantha, benvenuta. 
Per prima cosa parlaci un po' di te, raccontaci chi sei.
Ciao a te, Sophie. Sono molto contenta di ritrovarmi qui, oggi. E sono davvero felice che tu abbia ospitato volentieri il mio romanzo e questo mio primissimo blogtour.
Cercherò di rispondere al meglio a questa tua prima domanda. Samantha è una ragazza semplice, con i piedi per terra e con tanti piccoli – e grandi – sogni nel cassetto. Scrivo da quando sono molto piccola e, cosa assai strana – a detta di molti –, mi sono appassionata prima alla scrittura e solo successivamente alla lettura. Dopodiché, queste due grandi passioni sono maturate e cresciute insieme.

Underworld è il tuo primo romanzo, come è nata l'idea?
Dico spesso che «Underworld» è la mia raison d'être. E in un certo senso è proprio così. Ho passato quasi tre anni con un blocco dello scrittore allucinante; non riuscivo a scrivere, non riuscivo ad immaginare trame e personaggi. Il vuoto più totale, insomma. E la cosa mi pesava parecchio. Era un periodo difficile, quello, e la mia ispirazione si era totalmente spenta. La mia migliore amica, che non ringrazierò mai abbastanza, mi è stata molto vicina e, conoscendo la mia passione per la scrittura, mi ha spronata ad iscrivermi ad un sito di scrittura amatoriale come autrice, provando a tenermi allenata scrivendo fanfcitions e storielle di poco conto. Mi sono state utili, perché così non ho perso la mano, ma non era quello che volevo realmente fare. Ho sempre scritto storie mie, personaggi miei e, sebbene “giocherellare” con quelli degli altri fosse divertente e stimolante, non ho mai smesso di aspettare che l’ispirazione tornasse. Avevo da poco concluso un libro, quando successe – ma non ricordo quale, perché in quel periodo leggevo parecchio. Ero sul letto e fissavo la mia libreria stracolma di libri, ripensando ai miei vecchi romanzi e mi mancavano. E dal nulla, vedendo quella vasta gamma di trame diverse, con personaggi diversi e “leggende” diverse, la trama di «Underworld» – che inizialmente doveva essere autoconclusivo – si è scritta davanti ai miei occhi. «Otherworld» e «Lastworld», i seguiti, in quel momento, non erano assolutamente previsti. Quando, poi, ho iniziato ad abbozzare la trama mi sono resa conto che uno sviluppo impeccabile degli eventi narrati non poteva rientrare in un unico volume. A quel punto, la trilogia si è manifestata senza darmi la possibilità di rifiutarla.

Parlaci della storia, cosa devono aspettarsi i lettori dal primo capitolo della trilogia Different Worlds?
Sicuramente poco romance. Mi spiego, la componente romantica c’è e ci sarà, sono dell’idea che nessun essere umano potrebbe definirsi tale senza amore. Tuttavia, essa diverrà focale solo nei seguiti, affondando le sue radici gradualmente… Manifestandosi sempre di più pian piano che la storia andrà avanti. Nonostante i sentimenti sono il perno centrale che spingono la protagonista ad agire – non parlo solo dell’amore, ma anche dell’amicizia, della perseveranza, del coraggio e del senso di giustizia che le aleggia sempre attorno – in questo primo capitolo non c’è tempo per fermarsi a crogiolarsi nelle pene d’amore. Sebbene il cuore scalpiti, la confusione sia dietro l’angolo pronta a travolgerti… «Underworld» è una lotta continua che non si ferma mai, e anche gli altri due volumi avranno questa stessa caratteristica primaria.

Hai preso ispirazione da qualcuno che fa parte della tua vita per i personaggi di Underworld?
Questa domanda mi piace un sacco! Diciamo che in tutti i personaggi – okay, quasi tutti – c’è sicuramente un po’ di me. Holly ha la mia testardaggine e la mia determinazione, Samuel il mio poco tempismo (crede di dire la perla di saggezza, ma spesso non frega a nessuno), Adrian il mio fin troppo altruismo, quell’innata natura di stare sempre ad ascoltare e aiutare gli altri, Alyssa la mia apparente timidezza. Malgrado ciò, due personaggi precisi rispecchiano molto due miei amici, ma svelerò quali solo alla fine della serie. Quindi sì, per due personaggi ho preso ispirazione da qualcuno che fa parte della mia vita.

Quali sono le "gioie" e i "dolori" durante la stesura di un romanzo?
Credo si eguaglino. Le “gioie” rispecchiano la soddisfazione personale, secondo me. Quando sei lì, davanti al foglio bianco e sei soddisfatta di ciò che hai creato, di ciò che hai scritto. I “dolori” spesso sono direttamente proporzionati alla tematica che vai a cercarti. Io sono una serva del genere mistery, una tipologia difficilissima da scrivere a mio avviso, e infatti mi faccio duecento film mentali, cercando di analizzare i pro e i contro di quello che creo e di come lo creo. I contro sono sicuramente il rischio di noia. L’azzardo, nell’utilizzare il mistery, è quello di non saperlo gestire correttamente, sfociando in una catena senza fine di prolissità che non fa altro che destabilizzare il lettore, spingendolo a chiudere la storia. Al contrario, se ben calibrato, non fa altro che renderla più interessante, catturando completamente chi legge. Spero, quindi, di rientrare nella seconda categoria!

Chi è il tuo primo lettore?
Elisa, la mia migliore amica. È lei che segue e legge in anteprima tutti i miei romanzi. Li apprezza e li critica senza pietà, quando serve. Ed io le sono davvero molto grata per questa sua obiettività. 

Hai già scritto gli altri capitoli della trilogia?
Sì, «Otherworld» – il secondo capitolo – è già scritto, devo solo rileggerlo, ampliarlo, correggerlo… Insomma, devo revisionarlo come si deve. Inoltre, essendo questa trilogia dotata di due intermezzi-prequel (il primo si sistema tra il primo e il secondo volume; il secondo si colloca tra il secondo e il terzo) ho già scritto più della metà del primo prequel, ovvero «Undercover. Nascosto nella notte». Mi manca giusto l’ultimo blocco di racconti.

Parliamo di te come lettrice. Quali sono gli scrittori da cui trai ispirazione? Chi sono i tuoi preferiti?
Questa è una bella domanda, ma non credo di avere una risposta esaustiva. Credo di essere una delle poche persone a questo mondo a non avere scrittori – o anche attori, cantanti, ect – preferiti. In un libro non cerco l’autore, ma la trama; non mi baso sulla persona che l’ha scritto, ma cerco di immaginarmi i suoi personaggi. Adoro diverse saghe e libri in generale, come ad esempio «La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo» di Audrey Niffenegger, oppure la saga de «Il bacio dell’angelo caduto» di Becca Fitzpatrick. Amo l’amore che la scrittrice Laurent Kate ha voluto imprimere nella storia tra Luce e Daniel, della serie «Fallen», o l’innovazione che Kirsten Gier ha introdotto nella sua trilogia. Non posso dimenticarmi il favoloso libro di Isabel Abedi, «Sono nel tuo sogno», che mi ha fatto piangere come una bambina per giorni, né gli strabilianti romanzi di Nicholas Sparks che, nonostante la loro innegabile drammaticità, riescono a toccare l’anima del lettore. Restando in Italia, mi sono innamorata dello stile di Elisa S. Amore, con la sua saga Paranormal Romance. Ce ne sono moltissimi altri, ma verrebbe una risposta lunghissima! Perciò, mi fermo qui. Credo che ognuno di loro mi abbia insegnato molto, ma penso – spero, soprattutto – di avere una mia totale indipendenza. Cerco di non lasciarmi ispirare direttamente da nessuno, non vorrei cadere nell’errore di scrivere il remake di qualcosa già in commercio. Le ispirazioni da cui traggo beneficio sono dappertutto: nelle copertine, in una canzone, nel nome di un protagonista, nell'essere di cui parla quel romanzo, ma mai da una trama o da uno scrittore preciso.

In questo momento che libro hai sul comodino?
In questo momento ne ho due. A causa degli impegni per la pubblicazione di «Underworld» non riesco ad andare avanti con nessuno dei due, perciò leggo quello che mi ispira al momento. Sono, comunque, «Inferno» di Dan Brown e «E se fosse lui quello giusto?» di Susan Elizabeth Phillips.



«UNDERWORLD» INIZIO CAPITOLO UNO



Mi svegliai di soprassalto madida di sudore. Voltai la testa verso destra, in cerca della sveglia. Le due cifre rosse segnavano appena le sei e mezza di mattina. Era presto, fin troppo, per alzarmi. Mia madre mi ripeteva sempre che ero una dormigliona e, nonostante avessi compiuto già vent’anni, questo piccolo particolare non era mutato. Non era colpa mia, comunque, se la Pennsylvania era uno Stato freddo per antonomasia, soprattutto in inverno, e le coperte erano così calde…
Scossi la testa, non conoscendo il motivo che mi stesse spingendo a pensare a mia madre dopo aver fatto un incubo di cui non ricordavo alcunché, alle sei e mezza di mattina. Mi rimisi sotto le coperte, ruotando sul fianco sinistro e lanciai un’occhiata alla mia compagna di stanza. Stava dormendo profondamente. Aveva un piede fuori dal letto, penzolante, la coperta quasi completamente a terra e il cuscino di sbieco, un po’ sul materasso e un po’ sulla sua testa.
Sorrisi, Elisabeth Tonwsend, Beth per gli amici, era davvero strana.
Lentamente, risprofondai nel sonno, sperando di non avere più incubi. L’indomani sarebbero riprese le lezioni; le porte del campus si sarebbero aperte, pronte ad accogliere le nuove matricole ed io, facendo parte del comitato di benvenuto, dovevo essere più sveglia che mai.
Alloggiavo nell’ala nord del dormitorio del Caledon College Institute già da un anno, da quando, dopo aver conseguito il diploma, avevo svolto e passato il test a numero chiuso per entrare nel college privato più ambito di tutta la contea di Dauphin. Non mi credevo un genio, ma quando volevo qualcosa lottavo con le unghie e con i denti pur di ottenerla. Detestavo avere rimpianti e, per colpa dei miei genitori – dei miei genitori biologici – ne portavo uno sulle spalle da quando ero nata.
Ebbene sì, ero stata adottata quando non avevo ancora raggiunto le due settimane di vita. Mia madre – o, per meglio dire, la donna che mi aveva partorito per sbaglio – aveva deciso di non volermi, così, a neanche cinque minuti dal parto, aveva chiamato gli assistenti sociali affinché mi dessero in adozione. Fortunatamente, in una lista d’attesa lunga cinque anni, troneggiavano i nomi di una coppia da poco convolata a nozze, ovvero i coniugi Williams. Mi chiamarono Holly e, da quel lontano giorno di vent’anni fa, ero diventata Holly Williams.
Mi stava bene così. Non volevo perdere tempo con qualcuno che, a conti fatti, non aveva aspettato nemmeno quarantotto ore per riflettere sulla mia vita.
Abitavo in Pennsylvania da sempre. Non avevo mai messo il naso fuori dagli Stati Uniti – eccezion fatta per le vacanze di famiglia, ma quelle non contavano molto. Ero una persona particolarmente curiosa, forse era per questo che sognavo di fare la giornalista. Credevo, forse stupidamente, che con quel lavoro sarei potuta evadere dalla mia piccola vita scontata, vedendo finalmente ciò che volevo vedere. Non cercavo l’avventura, il brivido o il pericolo, anzi, amavo la tranquillità e la sicurezza. Forse, ad occhi estranei, poteva sembrare un controsenso, e chi mi conosceva sosteneva che dovessi fare pace col cervello. Magari avevano ragione.
Il nome Pennsylvania – che significava “boschi di Penn” – fu scelto dall’inglese William Penn, il fondatore dello Stato, che voleva onorare il padre ed indicare la natura boscosa del territorio. Circondata dai Grandi Laghi e dai monti Appalachi, che ne costituivano la più importante caratteristica fisica, la Pennsylvania era un grande ambiente verde, nonostante il forte sviluppo industriale a Nord. Lo Stato, la cui capitale era Harrisburg, era situato nel nord-est degli Stati Uniti, tra la regione dei Grandi Laghi, per l’appunto, e l'oceano Atlantico; confinava a Nord con lo Stato di New York e con il Lago Erie, a Est con New Jersey e Delaware, a Sud con Maryland e Virginia Occidentale, a Ovest con l'Ohio.
Nonostante il clima rigido non mi lamentavo; sarei potuta finire in Transilvania, dopotutto.
Dopo aver contato da uno a mille per tre volte, aver composto tutti gli abbinamenti cromatici possibili con i colori variopinti delle mie lenzuola e aver fatto saltare ormai più di due milioni di pecorelle bianche, finalmente, mi addormentai.


[ CONTINUA… ]

Le tappe del blogtour

1° Tappa (30/05), su Books Land: Pubblicazione della copertina, citazione romanzo, trama e data di uscita. In più, un piccolo primo estratto.
2° Tappa (4/06), su Libri da Favola: Intervista all'autrice + L’inizio del primo capitolo.
3° Tappa (giorno dell'uscita / 11/06), su Romanticamente Fantasy Sito: Scheda generale della serie di cui fa parte il romanzo.
4° Tappa (13/06), su Book Lovers: Colonna sonora del romanzo. La soundtrack di «Underworld».
5° Tappa (18/06), su Happy Red Book: Prestavoci (anziché prestavolti) dei miei personaggi + Secondo estratto.
6° Tappa (23/06), su Coffee and Books: Holly Williams (protagonista e voce narrante del romanzo), scheda personale e intervista al personaggio. In più, per il blog della tappa, la gente che vorrà commentare potrà "organizzare" con noi l'ultima tappa. Nei commenti del blog, ponete le vostre domande ai personaggi (a qualsiasi personaggio) e le risposte verranno rilasciate nel blog che ospiterà la tappa conclusiva del blogtour. Ovviamente, per lasciare il tempo di rispondere e di organizzare l’ultimo post, la possibilità di fare domande durerà cinque giorni; inizia Lunedì e si conclude Venerdì 27/06 a mezzanotte.
7° Tappa (30/06), su La Fenice Books: Breve commento al romanzo e, in più, il post risponderà – a nome dei personaggi – alle domande dei lettori.

***
Che ne dite di questa corposa tappa? Spero che continuerete a seguire il blogtour!
A presto!

3 commenti:

  1. Grazie mille per la tua disponibilità e per questa stupenda intervista, Sophie!
    E, come dice la padrona di casa, spero continuerete a seguire il mio romanzo e il blogtour!
    Un bacione a tutti! :)

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  2. Dico solo una cosa: wow. Questo primo capitolo anche se giustamente non svela ancora nulla mi è davvero piaciuto moltissimo. Adoro come Samantha, usando semplici parole, riesca a farmi emozionare. Bravissima!

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  3. Intervista carinissima *_____* ah... L'immagine è la stessa de La ragazza della porta accanto :P

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